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Perché la certificazione
Il collezionista/estimatore/investitore che acquista un'opera artistica soddisfa un'esigenza molto composita, spesso anche complessa: possedere un’opera cha possa apprezzare, che ami, in cui riconoscere il suo stesso sentire ed il suo proprio patrimonio culturale; ma anche, entrare in possesso di un oggetto che amerà possedere .Collezionare "il bello" non solo appaga un desiderio estetico e di conferma del proprio esistere, ma anche un fondato progetto di investimento economico.

Ognuno di questi aspetti, ma specialmente quelli legati al collezionismo ed all’investimento, vivono basilarmente poggiando sul pilastro di: unicità ed esclusività

Unicità ed esclusività
Il fatto che l’opera sia unica al mondo o, comunque, disponibile in “limited edition” aggiunge di per se stesso valore, sia concettuale che economico.

Quanto minore è la disponibilità di un bene desiderabile, tanto maggiore è il valore che acquista.

Ecco quindi la necessità di garantire in modo riconoscibile e riconosciuto quale sia l’effettiva disponibilità dell’opera che proponiamo.

Benché sia possibilissimo produrre “opere uniche” anche in fotografia, il concetto di assoluta unicità è più vicino ad altre arti (pittura e scultura) che non alla fotografia, nata proprio con la missione di produrre molteplici esemplari.

In ogni caso, per procedere alla certificazione dell’opera occorre decidere a priori - ed in maniera definita - che disponibilità vorremo darne, perché è scorretto, ingannevole e disastrosamente deleterio non rispettare la “promessa” data inizialmente in relazione al numero di copie disponibili.

La serietà di un Autore nel certificare la tiratura dei suoi multipli d’arte (e nel rispettare tali certificazioni) è paragonabile a quella di un mercante di metalli preziosi, che garantisce a suo nome il titolo dei metalli che vende. Ovviamente, un mercante potrebbe avere un disonesto vantaggio economico nell’immediato, nel preparare le fusioni a titoli inferiori a quelli dichiarati. Tuttavia, quando la truffa verrà scoperta, il mercante perderà in un sol colpo credibilità, lavoro e capitale.

L’autenticità di un’opera è certificata dall’autore mediante il rilascio di una dichiarazione di autenticità fotografica in forma cartacea consegnata a mano al cliente o affissa sull’opera medesima (nel caso di un quadro sul suo retro). Questa dichiarazione è regolamentata dal Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (in Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2004) che recita:

Art. 64 – Attestati di autenticità e di provenienza:

Chiunque esercita l’attività di vendita al pubblico, di esposizione a fini di commercio o di intermediazione finalizzata alla vendita di opere di pittura, di scultura, di grafica … ha l’obbligo di consegnare all’acquirente la documentazione attestante l’autenticità o almeno la probabile attribuzione e la provenienza; ovvero, in mancanza, di rilasciare … una dichiarazione recante tutte le informazioni disponibili sull’autenticità o la probabile attribuzione e la provenienza. Tale dichiarazione, ove possibile in relazione alla natura dell’opera o dell’oggetto, è apposta su copia fotografica degli stessi.

La legge, che ci lascia molta carta bianca sulla stesura della “dichiarazione di autenticità ”, fa intendere che tale documento è un foglio che attesta la paternità del quadro e ne garantisce l’autenticità riportando “tutte le informazioni disponibili sull’autenticità e la provenienza”. 

Esistono svariati modi per dichiarare autenticità della propria opera:

-inserendo semplicemente titolo dell’opera, anno e il proprio nome dietro l’opera.

-rilasciano un foglio (più o meno scenografico)con dicitura :Certificato di Autenticità e informazioni :titolo,anno,tecnica,dimensioni ,eventuale numero di copie e tiratura , il nome e firma dell’artista

-foto d’autentica in bianco e nero,formato 18x24 cm con descrizione(titolo,anno,dimensioni,firma dell’artista -il posto dove l’opera è firmata-esempio-in basso a destra.

Ovviamente qualunque documento andremmo a produrre sarà necessario  che riporta la firma dell’artista-eseguita da noi.

Solitamente è consigliabile produrre almeno due o tre documenti-foto di autentica in modo da conservare una copia nel proprio archivio.

 é molto importante specificare se l’opera è una copia d’autore. Così facendo rendiamo chiara la natura dell’opera, l’acquirente è ben consapevole di non acquistare il corrispettivo originale ed il pittore/gallerista si tutela dall’incorrere in un reato come specificato sempre nel Decreto Legislativo 22 gennaio 2004:

Art. 178 – Contraffazione di opere d’arte

1. E’ punito con la reclusione da tre mesi fino a quattro anni e con la multa da euro 103 a euro 3.099:

a) chiunque, al fine di trarne profitto, contraffa, altera o riproduce un’opera di pittura…;

b) chiunque… pone in commercio, o detiene per farne commercio, o introduce a questo fine nel territorio dello Stato, o comunque pone in circolazione, come autentici, esemplari contraffatti, alterati o riprodotti di opere di pittura, scultura…

c) chiunque, conoscendone la falsità, autentica opere od oggetti, indicati alle lettere a) e b) contraffatti, alterati o riprodotti;

d) chiunque mediante altre dichiarazioni, perizie, pubblicazioni, apposizione di timbri od etichette o con qualsiasi altro mezzo accredita o contribuisce ad accreditare, conoscendone la falsità, come autentici opere od oggetti indicati alle lettere a) e b) contraffatti, alterati o riprodotti.

Art. 179 – Casi di non punibilità

1. Le disposizioni dell’articolo 178 non si applicano a chi riproduce, detiene, pone in vendita o altrimenti diffonde copie di opere di pittura … dichiarate espressamente non autentiche all’atto della esposizione o della vendita, mediante annotazione scritta sull’opera o sull’oggetto o, quando ciò non sia possibile … mediante dichiarazione rilasciata all’atto della esposizione o della vendita.


La certificazione dell'Autore è sufficiente nella maggior parte dei casi e, certamente, in tutti i casi in cui la transazione avvenga direttamente fra Autore e collezionista.
In caso di vendita avvenuta tramite una galleria, il mercante d'arte può (non obbligatoriamente) avallare la certificazione dell'Artista con una sua certificazione congiunta o, se lo rappresenta in esclusiva, fornisce una sua autonoma certificazione, che può affiancarsi a quella dell'Artista od anche sostituirsi a questa.
Il vero motivo di esistere della certificazione del Gallerista non è tanto quella di aggiungere credibilità alla dichiarazione dell'Artista (che - ovviamente - ha pieno titolo per certificare le sue opere), quanto quella di contribuire alla documentazione e storicizzazione dei passaggi di proprietà. Inoltre, la certificazione della Galleria diviene ovviamente basilare col passare degli anni. Le opere degli Artisti sopravvivono agli artisti stessi e, quando l'autore muore, le certificazioni delle Gallerie non solo provvedono ad attestare l'autenticità, ma anche a generare documentazione sui passaggi di proprietà.

Il certificato va allegato sempre al documento di vendita indipendentemente dal fatto se siamo possessori di una partita Iva o no.

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